QUAL'E LA VOSTRA PARTE DI STORIA CHE VI PIACE DI PIU

26 marzo 2008

I GLADIATORI: PRIMA PARTE


I gladiatori romani il cui nome deriva dall'antica spada romana "gladius", erano per la maggior parte prigionieri di guerra, schiavi o condannati a morte. Agli spettacoli, tuttavia, partecipavano anche uomini liberi attratti dalle ricompense e dalla gloria, ma chiunque scegliesse di diventare gladiatore automaticamente veniva considerato "infamis" per la legge. Il gladiatore era un particolare lottatore, durante l'Impero Romano;. La pratica dei combattimenti di gladiatori viene dal Sannio e, come molti altri aspetti della cultura sannitica, fu subito adottato dai romani. La sua origine è da ricollegare al cosiddetto munus (termine che in latino ha il doppio significato di incarico e di dono) e cioè all'abitudine dei personaggi più facoltosi di offrire al popolo, a proprie spese, pubblici spettacoli in occasione di particolari circostanze, per esempio duelli all'ultimo sangue fra schiavi in occasione del funerale di qualche congiunto. Altre ipotesi fanno collegare la nascita dei gladiatori agli Etruschi.


IMMAGINE PRESA DAL SITO:WIKIPEDIA

25 marzo 2008

TESTUGGINE ROMANA




La testuggine era una formazione di fanteria caratteristica dell' esercito romano. Schieramento di grande complessità, richiedeva notevole coordinamento collettivo. Era ideato appositamente per un drappello di legionari armati con il gladio e, in particolare, con l'ampio e robusto scudo quadrangolare in dotazione alle legioni. Dava il grande vantaggio di poter avanzare fino al contatto con le prime file nemiche riparandosi da frecce e proiettili e occultando il reale numero dei componenti, in modo da generare un effetto sorpresa. Grazie alla protezione che offriva, questa formazione era particolarmente usata durante gli assedi.


immagini prese da wikipedia

22 marzo 2008

BUONA PASQUA


VI AUGURO A TUTTI A QUELLI CHE MI SEGUONO SUL BLOG BUONA PASQUA!!!!!!

TERZA GUERRA PUNICA




Scipione l'Emiliano raffigurato in un piatto d'oro


La terza guerra punica fu combattuta da Cartagine e la repubblica romana. Fra il 140 e il 146 a.C fu l'ultima delle tre guerre fra le antiche super potenze del mar Meditteraneo. Dopo cinquant'anni la potenza di Cartagine tramontò definitivamente allorchè, avendo disubbidito ai patti stabiliti con Roma, venne completamente distrutta da Scipione l'Emiliano nella terza guerra punica . Nel II secolo a.C., tuttavia, Cartagine continuava a prosperare nei commerci infastidendo Roma, che si stava nel frattempo imponendo come potenza politica egemone nell'area mediterranea. Mancavano 146 anni alla nascita di Gesù Cristo e Roma era la padrona asssoluta del Mar Mediterraneo, dall'Africa alla Spagna e s'imponeva ormai come il più potente Stato del mondo.

ricerca fatta dai siti: http://www.homolaicus.com e http://www.romaspqr.it
immagine presa da wikipedia

21 marzo 2008

SECONDA GUERRA PUNICA: ROMA OTTIENE LA SPAGNA

Busto di Annibale

Attraversata delle alpi con gli elefanti

Le cause del secondo conflitto contro i Cartaginesi affondano le proprie origini nelle dispute, interne a Cartagine, fra Annone, che assieme ai proprietari terrieri desiderava espandere il dominio agricolo e terriero, ed Amilcare - il cui parere finì per prevalere -membro dell'influente famiglia Barca che, con l'appoggio dei mercanti, desiderava creare nuovi mercati all'estero. A questo scopo i Cartaginesi riuscirono a rientrare in possesso della fascia costiera della Spagna, proseguendo con Asdrubale i progetti formulati dal suocero Amilcare. Annibale, succeduto ad Asdrubale, attaccò provocatoriamente nel 219 a.C. la città di Sagunto che, alleata dei Romani, si trovava nel territorio cartaginese. A questo punto la guerra fu inevitabile. Annibale non perse tempo e - con un'impresa leggendaria mirabilmente descritta dallo storico Livio - valicò le Alpi con i suoi elefanti e si scontrò con i Romani nel 218 a.C., ottenendo due vittorie presso la confluenza di Po e Ticino e presso il fiume Trebbia. Nel 217 a.C. i due eserciti consolari vengono annientati presso il lago Trasimeno. I Romani, in preda alla disperazione a causa della lunga serie di insuccessi, la guerra durò dal 216 al 201 a.C.

RICERCA FATTA DAI SITI: http://www.antiqvitas.it e http://www.circei.it
immagine presa dal sito: webpage.pace.edu

20 marzo 2008

PRIMA GUERRA PUNICA

Cliccate sull'immagine per ingrandirla
La prima guerra punica scoppiò per la crescente rivalità politica ed economica tra Roma e Cartagine. Dopo le guerre tarantine, infatti, Roma aveva posto sotto la propria diretta influenza le città italiote della Magna Grecia, minacciando in questo modo la supremazia cartaginese nel Mediterraneo meridionale, che poteva contare sui vasti possedimenti punici in Sicilia; il controllo del mare era fondamentale per l'economia cartaginese, la cui agricoltura e la cui attività manifatturiera, allora molto prospere, avevano nel commercio d'oltremare il loro sbocco naturale. Nel 278 a.C. sottoscrisse un patto di non aggressione con Roma, per fronteggiare un nemico comune: il re dell'Epiro Pirro che era stato chiamato in Italia dalle colonie greche dell'Italia meridionale in lotta con Roma. Pirro, oltretutto. si era imparentato con i governanti di Siracusa che era l'unica città della Sicilia rimasta a contrastare il dominio cartaginese sull'isola. Pirro era quasi arrivato ad eliminare la presenza di Cartagine dalla Sicilia quando dovette rientrare nella penisola italica e i punici ne approfittarono per rientrare nelle posizioni che avevano originariamente, e la guerra durò dal 264 fino al 241 a.C.
RICERCA FATTA DAI SITI: www.selinunte.net, http://www.crisyuri.it
immagine presa dal sito: www.silab.it

19 marzo 2008

PATRIZI E PLEBEI

Plebeo Patrizio

Distinzione fra Patrizi e Plebei all'interno della popolazione romana è molto discussa: a lungo si era pensato che i Patrizi fossero i nobili, in contrapposizione ai meno abbienti che costituivano la plebe; oggi si preferisce ritenere che patrizi e plebei fossero due "categorie" indipendenti dalla nobiltà di stirpe. I Patrizi erano gli unici ad avere l'accesso al potere, in virtù del fatto che erano i soli a poter prendere gli auspicia. Populus e plebs - in origine distinti, come abbiamo osservato in precedenza - finirono per essere identificati, in contrapposizione al gruppo dei patrizi. Nel frattempo si andava diffondendo la pratica del clientelato, attraverso il quale la plebe poteva essere facilmente controllata dai patrizi ed essere dunque usata come strumento politico. Grazie ad una secessione sul Monte Sacro, nel 496 a.C. la plebe riuscì a far riconoscere i propri diritti ed a far eleggere i propri rappresentanti, i tribuni della plebe. La leggenda vuole che Menenio Agrippa, che guidava la secessione sull'Avventino, riuscì a convincere i suoi oppositori con un celebre discorso in cui ricordava come il corpo umano funzionasse alla perfezione quando tutte le sue parti erano correttamente integrate. Ai tribuni della plebe spettarono le seguenti prerogative: la sacrosanctitas, ovvero l'inviolabilità personale, lo ius auxilii, cioè il diritto di aiuto nei confronti di un uomo della plebs, ed infine la intercessio, ovvero il diritto di veto contro i decreti dei magistrati.
ricerca fatta dai siti: http://www.antiqvitas.it http://it.wikipedia.org e http://www.progettovidio.it
immagine presa da wikipedia